La Pet therapy: storia e utilizzo

La Pet therapy, alla lettera “terapia con gli animali”, è arrivata a farsi conoscere in Italia verso la fine degli Anni’80, ma in Inghilterra già alla fine del Settecento si studiavano gli effetti benefici che l’interazione con animali poteva portare a persone affette da disturbi mentali. Nell’Ottocento seguirono studi in Germania e in Francia dove si notarono l’aiuto che cani, gatti, cavalli e altri piccoli animali, davano a persone con problemi di epilessia, patologie neurologiche e disabilità. Furono evidenziati i benefici dell’equitazione e nel 1919, alla fine della Prima Guerra Mondiale, negli Stati Uniti i cani vennero utilizzati per aiutare i pazienti affetti da schizofrenia e depressione.

Fu proprio in America che un neuropsichiatra infantile, scoprì per caso e iniziò a utilizzare la “Pet therapy” con i bambini. Nel 1953 Boris Levinson si stava occupando di un bambino affetto da autismo, quando grazie al proprio cane con cui il bambino venne a contatto nella sala d’aspetto, si rese conto di quanto l’interazione con questo animale potesse portare benefici nell’interazione tra terapista e paziente normalmente più difficile. In pratica lo scambio affettivo con l’animale aiutava il piccolo paziente a rilassarsi e ad essere più disponibile e reattivo.

Da allora gli studi sono continuati, sia negli Stati Uniti, dove ad esempio nel 1977 la dottoressa Friedman osservò che il possesso di un animale da compagnia diminuiva la possibilità di avere un infarto su pazienti sopravvissuti ad un attacco cardiaco, sia nel resto del mondo. Sin dai tempi di Levinson si è visto che la terapia con gli animali, può aiutare a calmare l’ansia, a superare lo stress e la depressione e favorire l’affettività.

In Italia sin dai primi anni Duemila sono nate associazioni mirate e sono stati regolamentati i rapporti tra uomo e animale e l’uso della terapia assistita con gli animali. Nel 2016 il Ministero della Salute ha pubblicato un Piano Nazionale sugli Interventi Assistiti con gli Animali, integrato poi negli anni successivi, ribadendo l’importanza di promuovere e potenziare interventi e collaborazioni con gli animali come coadiuvante alle altre terapie e supporto nella cura di problematiche di vario genere e patologie.

Oggi la Pet therapy è usata in diversi settori socio-assistenziali, dagli ospedali, alle case di cura e di riposo, alle comunità di recupero, ai centri per disabili e per la cura di patologie psichiatriche, ma anche nelle carceri, nelle case famiglia o comunità per minori, nelle scuole e nei centri socio-educativi e, ovviamente, nella riabilitazione.

Perché non è un caso se li chiamiamo “i nostri amici animali”, animali da compagnia e da affezione.

Pet therapy

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